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Valencia - 10.02.2006

1992 - America3 - USA 23

“Ci fidiamo della scienza e vogliamo vincere, quindi faremo i cambiamenti”. Questa la decisione presa da Bill Koch a pochi giorni dall’inizio delle regate della 28ma America’s Cup che avrebbero visto il suo America3 (‘America-cubed’) correre contro Il Moro di Venezia V (ITA-25).

Il suo team progettuale aveva deciso, infatti, di alterare la configurazione delle appendici (timone e chiglia) di America3 (USA 23) perché i dati al computer rivelavano una certa debolezza nelle condizioni di vento leggero. Si trattava di una scelta difficile perché la barca di Koch aveva vinto le regate di selezione Defender contro Stars & Stripes (USA-11). I designer suggerirono di diminuire la superficie bagnata della chiglia adottando una lama in acciaio e un timone in carbonio più piccolo, esattamente l’opposto di quanto avevano fatto gli italiani che avevano appendici più grandi. Per America3 si trattava di rinunciare a rigidità e stabilità ma dall’altro lato, le previsioni meteo parlavano di venti leggeri e quindi si decise di procedere. La fiducia di Bill Koch nella scienza sarà premiata.
 
Il 1992 segnava l’esordio della nuova Classe di scafi (IACC) in America’s Cup. Si trattava di ripartire da zero con delle barche molto grandi e complesse. Per essere competitivi, era necessario inventare qualcosa, innovarsi, testare nuovi materiali, sviluppare i programmi di ricerca, studiare nuove forme e nuovi tessuti per le vele e tutto questo costava denaro.
 
Bill Koch fu l’uomo giusto al momento giusto. Aveva già dimostrato la validità dell’approccio scientifico vincendo il Campionato del Mondo Maxi nel 1990 e nel ’91 con il suo Matador2. Quando decise di scendere nell’arena dell’America’s Cup, il texano creò l’America3 Foundation che avrebbe ‘sfornato’ ben quattro barche e in un solo anno.
 
Jayhawk (USA-9) fu varata il 1 maggio 1991 appena prima del Campionato del Mondo IACC a San Diego. Defiant (USA-18) fu consegnata subito dopo. Poi arrivò America3 (USA-23), disegnata per i venti leggeri di San Diego che fu varata nel febbraio del 1992. Per ultima arrivò Kanza (USA-28), barca pensata per venti leggermente superiori e più stabili, che fu consegnata al team alla fine del febbraio ’92.
 
Per realizzare le quattro barche, Koch ed il suo team svilupparono:
- 75 disegni, 135 configurazioni diverse di appendici (derive, trim tab, bulbi, alette e timoni) e l’ottimizzazione di 4 progetti;
- 256 giorni di allenamenti in mare con una o due barche, per testare scafi, boma, alberi, timoni, chiglie, bulbi, lame di deriva, trimmer e vele;
- 102 test in vasca navale, 37 modelli testati.
- 343 test nella galleria del vento, 132 diverse configurazioni di gallerie.
- Design, ingegneria, costruzione, test e migliorie su 250 vele
- 2.473 metri di carbonio per gli alberi IACC, 9 boma, 12 tangoni, 8 timoni, 9 lame di deriva, 15 bulbi e 10 trim tab.
 
Paragonata a questo ‘torrente in piena’ di tecnologia, la campagna di Dennis Conner appariva alquanto debole ma nessun risultato era dato per scontato. Stars & Stripes (USA-11), l’unica barca ACC per il team di Conner, era stata disegnata da Dave Pedrick, Alberto Calderon e Bruce Nelson, ed era timonata dallo stesso Conner. Il team fece un’ottima impressione durante le regate di selezione defender per l’America’s Cup del ’92. Queste selezioni erano anche un’opportunità eccellente per ammirare tutte le barche americane ACC costruite tra il 1991 e il 1992.
 
Nel primo Round Robin, Jayhawk e Defiant regatarono contro Stars & Stripes. Defiant vinse sei regate, Jayhawk non vinse neanche una gara mentre Stars & Stripes vinse tre regate perdendone altre tre. America3 regatò nel secondo Round Robin mentre Jayhawk rimase in banchina. Studiata apposta per le arie leggere, America3 apparve subito diversa rispetto a tutte le altre 27 barche ACC (molto più larghe) che navigavano all’epoca. America3 era quella con il minor baglio massimo e la sua configurazione venne immediatamente ripresa e poi accentuata nel corso degli anni.
Nel secondo round, America3 vinse 5 regate, e fu battuta soltanto una volta da Defiant. Nel terzo round, America3 si aggiudicò altre sette vittorie. Stars & Stripes riuscì a batterla una volta. Il quarto round fu più bilanciato. Defiant si ritirò dalle regate cedendo il suo posto a Kanza. America3 subì tre sconfitte, due per mano di Conner, ed una per mano di Kanza. Koch riuscì però a portare a casa cinque vittorie, tre su Kanza e due su Stars & Stripes.
 
Nelle finali, America3 batté Stars & Stripes sette volte su 11 partenze. Bill Koch non poteva lamentarsi: su 22 regate, la sua barca aveva battuto quella di Conner 15 volte.
 
Modificata appena prima dell’America’s Cup del 1992, America3 difese con successo la Coppa. Il metodo scientifico di Koch aveva vinto anche se non era perfetto. Il Moro di Venezia, con Paul Cayard nel ruolo di skipper, vinse una regata per 3 secondi, e non fu comunque mai umiliato nelle quattro sconfitte subite, come i Delta finali dimostrano: 00:30, 01:58, 01:04 e 00:44.
 
America3 tornò alla carica per l’America’s Cup del 1995 – la seconda campagna di Bill Koch – questa volta con un team tutto al femminile. Fu utilizzata come barca lepre dall’equipaggio di donne e poi corse i tre round delle selezioni defender. Nel 1995 America3, guidata da Dawn Riley e Leslie Egnot, vinse tre regate contro due barche nuove, (Young America USA-36) portata da Paul Cayard, e (Stars & Stripes USA-34) di Dennis Conner. Nel round finale fu sostituita da Mighty Mary (USA-43).
 
Quattro anni più tardi, America3 fu acquistata da Patrizio Bertelli per la sua Prada Challenge come barca lepre per Luna Rossa (ITA-45) e (ITA-48) durante la campagna neozelandese del 2000.
 
In seguito tornò in mano di Bill Koch che acquisterà anche Il Moro di Venezia. Koch ha accuratamente restaurato le due barche e le ha fatte correre durante le regate celebrative dell’America’s Cup nel 2001. Nel 2005 il Boston Museum of Fine Art chiese a Koch di esporre qualcosa a cui teneva particolarmente per la mostra a lui dedicata “The things I love”. Koch scelse Il Moro e America3. Le due barche, ormeggiate in banchina davanti al museo e armate di tutto punto, hanno attirato l’attenzione di milioni di visitatori.
 
J.T./ba
Photo credit: Gilles Martin-Raget

1992
Numero Velico: USA-23
USA
 
Yacht club: San Diego Yacht Club, San Diego, California, USA
Defender vittorioso nel Match di America’s Cup 1992
 
Proprietà: America3 Foundation, West Palm Beach, Florida, USA. William Ingraham Koch, Presidente. Chairman: Louis W. Cabot. Vice Presidente: Vincent Moyersoms.
 
International America’s Cup Class IACC Sloop
 
Operazioni tecniche: Vincent Moyersoms
Direttore Design team: Jerry Milgram
Membri Design team: Buddy Duncan, Penn Edmonds, Fernando Frimm, Phil Kaiko, Daniel LaMere, Doug Peterson, Jim Pugh, John Reichel, Jim Taylor.
 
Strutture per design e test: Massachusetts Institute of Technology – Responsabile per la forma dello scafo, prove in vasca dello scafo, CFD appendici, CFD vele.
 
Tecnologia: Heiner Meldner, direttore tecnico.
Standford University: sviluppo dei materiali compositi per yacht e vele, strutture FEA, test nelle gallerie del vento e appendici.
 
Costruzione: Peter Wilson, manager della costruzione e Dirk Kramers, capo ingegnere
 
Cantiere costruzione scafo: Goetz Custom Sailboats, Inc., Bristol, Rhode Island
Albero: Offshore Spars, Inc., Warren, Michigan (costruzione)
Palo: Hercules Aerospace, Magna, Utah
Rigging: Navtec, Inc. (Littleton, MA) & Aramid Rigging, Inc. (Portsmouth, RI)
Boma & tangone: Hall composites, Bristol, RI
Winch: Lewmar Marine, Havant, UK
Idraulica: Navtec, Inc., Littleton, MA
Running rigging: New England Ropes, Fall River, MA
Lama di deriva & trim tab: Allied Engineering, Alameda, CA
Bulbo di deriva: Douglas Brouwer, Santa Cruz, CA
Timone: Lindsay Boatbuilders, Gloucester, MA
Attrezzatura di coperta: Harken Yacht Equipment (Pewaukee, WI) & C.A.M. Machine Corp. (Bristol, RI)
Sistema timoneria: C.A.M. Machine Corporation
 
Strumentazione: Bill Unkel, leader team strumentazione
 
Elettronica: Brookes & Gatehouse, Lymington, UK
 
Programma vele: Bill Shore, direttore programma vele
Designer vele: Per Anderson, David Hirsch, e Peter Wheeler
 
Velerie: Halsey Sails (Mystic, CT), North Sails, Inc. (Milford, CT) e Sobstad, Inc. (Annapolis, MD)
 
Shore Team: Peter Grubb, manager shore team
 
Periodo di costruzione: 1991 - 1992
Varo: febbraio 1992
Porto: San Diego.
 
Skipper: William “Bill” Koch.
Pozzetto: Dave Dellenbaugh (tattico), Buddy Melges (timoniere), By Baldridge o Bill (navigatore)
Equipaggio: 16.

Specifiche Tecniche:
 
Costruzione –
 
Fibra di carbonio (scafo, albero e antenne, lama di deriva – la prima -, trim tab e timone)
Acciaio (ultima lama di deriva)
Bulbo: piombo
 
Misure –
 
L.O.A.: 23.77 m
L.W.L.: 18.31 m
Beam: 5.45 m
Pescaggio: 3.96 m
Superficie velica: 295.60 m2
Dislocamento: 21.970 ton
Albero: 33,50 m
Rating: IACC
 
Note –
 
Per la campagna di America3 furono costruite 4 barche: Jayhawk USA-9, Defiant USA-18, America3 USA-23 e Kanza USA-28.
 
1992
Regate selezione defender (da gennaio ad aprile): Stars & Stripes USA-11, Jayhawk USA-9, Defiant USA-18, Kanza USA-28 & America3.
Nelle finali, furono disputate 11 regate. America3 vinse 7 prove e Stars & Stripes fu eliminata.
 
Il 30 aprile 1992, America3 fu scelta come defender ufficiale per l’America’s Cup del 1992.
 
Le regate dell’America’s Cup 1992: 9 - 16 maggio 1992 a San Diego, California –
Al meglio di sette regate (chi se ne aggiudica 4 ha vinto).
America3 affronta il challenger Il Moro Di Venezia V ITA-25
 
            Regate: cinque disputate.
 
            Percorso di regata: 22.6 miglia fuori San Diego.
            Leg 1: bolina
            Leg 2: ritorno in poppa
            Leg 3: bolina
            Leg 4, 5 e 6: lasco, traverso e lasco.
            Leg 7: bolina
            Leg 8: poppa
 
            Risultati:
 
America3 batte Il Moro Di Venezia V per 4:1
 
            - 9 maggio 1a regata: America3 batte Il Moro Di Venezia V per 30 secondi.
            - 10 maggio 2.a regata: Il Moro Di Venezia V batte America3 per 03 secondi.
            - 12 maggio 3a regata: America3 batte Il Moro Di Venezia V per 1 minuto 58 secondi.
            - 14 maggio 4a regata: America3 batte Il Moro Di Venezia V per 1 minuto 04 secondi.
            - 16 maggio 5a regata: America3 batte Il Moro Di Venezia V per 44 secondi.
 
1994
America3 corse anche nella seconda campagna di Coppa messa in piedi da Bill Koch. Si trattava di un team e di un equipaggio interamente femminili. Operò prima come barca lepre e poi partecipò al Campionato del Mondo IACC di San Diego nel 1994 dove terminò seconda.
 
1995
Con Dawn Riley come skipper e Leslie Egnot al timone, America3 partecipò alle prime tre selezioni per il Defender che si corsero tra il 13 gennaio e il 24 febbraio 1995. Regatò sia contro Young America USA-36, con Paul Cayard, sia contro Stars & Stripes USA-34 con Dennis Conner. Tra lo stupore di molti, la ‘vecchia’, USA-23 batté Dennis Conner e il suo USA-34 nella prima regata per 1 minuto e 16 secondi. 
 
Fu l’unica vittoria per le donne nel primo round ma la storia si ripeté quando, nella prima gara del secondo round, batterono Young America USA-36. Nel terzo Round, America3 sconfisse Dennis Conner. Nell’arco di tre round, USA-23 corse 16 volte ma vinse solo tre regate. La barca venne sostituita con Mighty Mary USA-43 ma le donne non riuscirono ad aggiudicarsi l’onore di difendere la Coppa.
 
1999-2000
America3 è acquistata dal consorzio Prada Challenge per navigare ad Auckland come barca lepre per Luna Rossa ITA-45 e ITA-48.
 
2001
Bill Koch riacquista America3 e la riporta alla configurazione originale del 1992. Poi partecipa all’America’s Cup Jubilee di Cowes, nell’agosto del 2001.
 
2005
Dal 31 agosto al 13 novembre 2005, America3 è stata in mostra al Boston Museum of Fine Art.
 
2006
America3 è ancora di proprietà di Bill Koch. Il porto attuale è Portsmouth, Rhode Island.
 


 
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