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Ranger ha disputato 37 match e soltanto due barche hanno avuto l'onore di arrivargli davanti, Yankee (due volte), ed Endeavour II (una).
Dopo l'America's Cup, Ranger ha regatato ancora 13 volte, vincendo in dodici occasioni e arrivando secondo soltanto in una (dietro Yankee). Ad undici di queste regate parteciparono cinque barche (Ranger, Yankee, Endeavour, Endeavour II & Rainbow). "Dopo un po' gli altri 'J-Class' entrarono nell'ordine d'idea che la vittoria di Ranger era, in qualche modo, scontata e che un combattutissimo secondo posto, rappresentava una sorta di vittoria".
Questo il commento di Harold "Mike" Vanderbilt a proposito del "Super J" Rangere della sua incredibile stagione di successi, nel 1937.
Dopo le mediocri prestazioni di Rainbow contro Endeavour, che nel 1934 fecero traballare la Coppa nella bacheca del NYYC, "Mike" Vanderbilt decise, due anni più tardi, di creare il primo vero team di progettazione nella storia dell'America's Cup. Convinse, infatti, il 59enne W. Starling Burgess, a lavorare al progetto Ranger insieme con il giovane Olin J. Stephens, di soli 29 anni (dello studio Sparkman and Stephens).
Oltre a Burgess e Stephens, Ranger deve ringraziare il Professor Kenneth S.M. Davidson (per i test in vasca allo Stevens Institute of Technology), Roderick "Rod" Stephens (per il rigging), il disegnatore delle vele Prescott Wilson (che se le fece tagliare da un tessuto di rayon sintetico) e Pete Newell, del cantiere Bath Iron Works, che costruì la barca (con piastre di acciaio rivettate e poi saldate) in poco più di quattro mesi.
I 'J-Class' ebbero il merito di introdurre, nel teatro dell'America's Cup, la tecnologia riservata agli aerei e Ranger fu il principale interprete di questa nuova attitudine. Per la prima volta, infatti, una barca di quelle dimensioni aveva l'albero, il boma ed il tangone in alluminio. Realizzato dalla Aluminum Company of America (ALCOA) di Pittsburgh, l'albero ellittico pesava 2.718 chili. Era realizzato con piastre di alluminio lunghe ciascuna 7,31 metri e rivettate con tecnologia all'avanguardia. Lo spessore era di 12,5 mm per i pezzi davanti e dietro, e di 11.1 mm per quelli laterali.
Il boma era realizzato con lo stesso sistema e i tangoni, sistemati a prua sul ponte, erano lunghi 15.24 metri ciascuno e pesavano 136 chili.
Questa strabiliante modernità tecnologica proseguiva nelle vele. Per la prima volta, infatti, il rayon, materiale sintetico, fu utilizzato per fabbricare il fiocco quadrangolare mentre la Bakelite trasparente venne utilizzata per gli oblò. Tutte le possibili strade della scienza e della tecnologia furono esplorate, alla ricerca di un Defender eccezionale.
Harold S. Vanderbilt disse che Ranger si comportava diversamente dagli altri J-Class che aveva timonato. Sebbene più veloce di qualunque altro, infatti, era lento nella virata perché possedeva una maggiore inerzia e quindi richiedeva un grande sforzo sul timone per aiutare la manovra. Comunque, il fatto che lo yacht fosse capace di acquistare in fretta il suo passo, compensava l'inconveniente. Quando navigava in bolina o al traverso, sembrava affondare nell'acqua e poi schizzare fuori. Questo permetteva allo scafo di sfruttare al massimo la sua lunghezza al galleggiamento e quindi aumentare la velocità. In bolina e con la deriva abbassata, Ranger aveva una stabilità eccellente. Ecco gli ingredienti del suo incredibile successo.
JT/ba
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Anno di costruzione
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1937 |
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Varo
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11/5/1937 |
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Edition 16(1937)
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Crew
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Costruzione
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Acciaio |
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Albero
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Aluminium |
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L.O.A
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41.2 |
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L.W.L
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26.51 |
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Albero
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46.99 |
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Baglio
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6.4 |
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Boma
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20.49 |
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Superficie velica
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701 |
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Dislocamento
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166 |
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Pescaggio
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Rating
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J Class |
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Zavorra
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