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I KIWI

Il 1995 sarebbe stato l'anno dei Kiwi. Guidata dalla fiera determinazione di Sir Peter Blake e dalla straordinaria capacità del suo timoniere, Russell Coutts, Black Magic dominò le regate di selezione challenger a San Diego e si preparò ad una vittoria facile contro l'accoppiata Conner/Cayard. L'America's Cup si trasferisce nell'emisfero Sud.

La lezione appresa dagli australiani, dieci anni prima, era ancora viva nella mente di Sir Peter Blake: piuttosto che disperdere energie e finanze tra diversi difensori, era meglio concentrare tutto il meglio in un solo sindacato e per questo furono eliminate le regate di selezione per il Defender. Team New Zealand si concentrò su un duro lavoro di allenamento, dove Coutts fu anche messo in difficoltà da un gruppo di giovani talenti, che gli regatavano contro sulla barca lepre.

La Louis Vuitton Cup del 2000 sarà ricordata per due settimane di grande vela, tra le migliori nella storia della Coppa: l'italiana Prada Challenge sconfigge per 5-4 America One di Paul Cayard, al meglio di nove regate. Si trattò di prove serrate e combattute fino all'arrivo, con le barche spesso a pochi metri di distanza l'una dall'altra e con continui cambi di posizione.

Ma Luna Rossa, sebbene molto agguerrita, non ebbe speranze contro Team New Zealand né contro il suo skipper Russell Coutts, che vinse lasciando l'avversario a zero punti. Dean Barker, cui Coutts lascia il timone per la regata finale, diventa a 26 anni, il più giovane velista a vincere una regata di America's Cup. Team New Zealand sembrava talmente più forte e più preparato, rispetto ai suoi avversari, che si credeva che la Coppa sarebbe invecchiata all'interno del Royal New Zealand Yacht Squadron.

Ma poco dopo la vittoria, Russell Coutts e altri membri di Team New Zealand annunciarono che sarebbero andati via, per raggiungere una nuova squadra in fase di realizzazione, organizzata da Ernesto Bertarelli, imprenditore svizzero impegnato nell'industria delle biotecnologie farmaceutiche. Appresa la notizia della Campagna di Bertarelli, partì l'assalto alla Nuova Zelanda e all'America's Cup.

Nell'arco di pochi mesi, con un entusiasmo che ricordava quello delle prime edizioni di Coppa, molti potenti e ricchi imprenditori scesero in campo, annunciando la loro partecipazione. Patrizio Bertelli, patron di Prada, confermò immediatamente la sua presenza, e così fecero tre team americani, tra cui Oracle BMW Racing, guidato da Larry Ellison, presidente e fondatore della Oracle computer e quello di OneWorld, capeggiato da Craig McCaw e Paul Allen. Presto arrivarono anche altre squadre, dalla Francia, dall'Italia, dalla Svezia e, per la prima volta, dopo 16 anni, dall'Inghilterra, che tentava di riprendersi quello che le era stato portato via un secolo e mezzo prima.

Dopo quattro mesi di gironi eliminatori, o Round Robin, la Louis Vuitton Cup si giocò, al meglio di nove regate, tra il team Alinghi di Ernesto Bertarelli e quello di Larry Ellison, Oracle BMW Racing. Entrambe le squadre approdavano alla fase finale con ottimi risultati e con la certezza di non avere grandi differenze di prestazioni. Il risultato di 5-1 per Alinghi non dà la giusta misura di quanto vicini e combattuti siano stati i match.

La Louis Vuitton Cup aveva ancora una volta scelto il Challenger migliore e adesso a Coutts non restava altro che affrontare il suo vecchio Team New Zealand in quella che, da mesi, era stata anticipata come la regata del secolo. Sfortunatamente per i kiwi e per il loro skipper, Dean Barker, Team New Zealand non si presentò adeguatamente preparato e non fu neanche in grado di fronteggiare l'avversario. Seri problemi strutturali e scelte tattiche decisamente sbagliate permisero ad Alinghi di conquistare con facilità l'atteso 5-0 e portare l'America's Cup, per la prima volta, in Europa.



 
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