Era gelosamente custodita in un castello in Francia e ora, per la prima volta nella storia, si trova nel Port America’s Cup, a disposizione di tutti i visitatori. È la collezione ‘There is no second. From America to Alinghi’ ed espone i modelli di tutte le 30 barche che hanno vinto, o difeso, l’America’s Cup dal 1851 ad oggi.
I trenta modelli provengono dalla collezione privata del navigatore francese Olivier de Kersauson, un’icona della vela d’oltralpe, che ha stabilito diversi record in regate oceaniche con il suo trimarano Geronimo anche se non ha mai partecipato all’America’s Cup. I modelli sono stati realizzati da Jacques Goubert, che ha fatto del mare e della vela la sua ragione di vita. Come giornalista de ‘Le Figaro’, ha seguito l’America’s Cup nel 1980 mentre, nel 1983, ha lavorato per la sfida francese France III. Dal 1970 Goubert collezionava piani velici e linee d’acqua con l’intento di realizzare, un giorno, dei modelli di scafi di America’s Cup...
Oltre ai modelli – alcuni dei quali raggiungono i 4 metri di altezza – ci sono foto e litografie dei match, una breve descrizione dei singoli incontri di America’s Cup, i piani dei Defender e carte nautiche che mostrano i campi di regata.
L’esibizione, davvero imponente, è una delle attrazioni più importanti del Port America’s Cup. Allestita nel ‘Tinglado 2’, ex area di stoccaggio del porto di Valencia, è un grande tributo al più antico trofeo sportivo e, insieme con la ‘House of the America’s Cup’, rappresenta una testimonianza fondamentale della storia e dell’evoluzione dell’evento.
La mostra – inaugurata il 23 giugno 2006 – un anno esatto dal primo match di America’s Cup – rimarrà aperta sino alla fine della 32ma Coppa.
I modelli, tutti in scala, fanno ben comprendere le innovazioni dello yacht design. La Coppa America, infatti, ha visto la nascita dei Giochi Olimpici moderni e quella di Picasso, due guerre mondiali, l’assassinio di John F Kennedy e molto altro ancora. La complessità dei modelli è davvero affascinante. Sono talmente dettagliati che è possibile vedere addirittura i chiodi della coperta o la ruggine nello scafo della goletta America. Sono dei veri capolavori!
Alcune annotazioni per capirne di più:
il nome più usato in America’s Cup è “Shamrock”. Sir Thomas Lipton, infatti, partecipò alla Coppa cinque volte e sempre con barche diverse, che chiamò nello stesso modo. Se Lipton fosse stato un tipo superstizioso, forse avrebbe fatto bene a cambiare nome, magari avrebbe potuto vincere...
Forse vi sarete chiesti perché, se si tratta della 32ma edizione dell’America’s Cup, i modelli siano solo 30. Innanzitutto, l’America’s Cup non esisteva prima che la goletta “America” vincesse la blasonata Coppa delle Cento Ghinee, dunque la prima competizione non viene conteggiata. Poi, nel 1871, ci furono due vincitori (Columbia e Sappho.) Infine, la stessa barca vinse due edizioni della Coppa in tre differenti occasioni (Columbia nel 1899 e nel 1901, Intrepid nel 1967 e nel 1970 e Courageous nel 1974 e nel 1977). Dunque, 31 edizioni e 30 barche.
Sembra non esserci un ritmo preciso che scandisca il ciclo della Coppa. Il tempo trascorso tra un’edizione e l’altra è stato a volte molto breve (un anno), altre volte infinito (anche 20 anni). La Coppa inizia quando un club velico decida di sfidare un defender!
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