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- 16.05.2007

Cinque minuti con Philippe Presti

Presti è il francese che, lontano dai riflettori, allena James Spithill in prepartenza, spingendolo ai ‘limiti’ del match racing.

All’età di 27 anni James Spithill ha già tre Louis Vuitton Cup alle spalle e, alla conferenza di apertura, parlando dell’imminente ‘battaglia’ contro Chris Dickson, aveva detto: “Negli allenamenti Philippe Presti mi ha fatto sudare ma è grazie a lui se ora mi sento pronto”. Fino ad ora, il giovane australiano ha dominato le partenze e Luna Rossa ha girato tutte le prime boe al vento, davanti al rivale americano.
 
Chi è James Spithill?
E’ un ragazzo davvero dotato, equilibrato e abbastanza sicuro di sé da poter arrivare dove vuole. È un treno che non si ferma mai. Non si preoccupa di avere le attenzioni dei media ed è molto riservato in pubblico, ma sa esattamente di che cosa ha bisogno per crescere e andare avanti. Il suo obiettivo: essere il migliore. E lo sarà.
 
Come lo sta preparando ai match contro BMW ORACLE Racing?
Quando sono arrivato nel team, erano cominciati i test con due barche e io ho insistito perché ci concentrassimo sui momenti chiave, come lo ‘slum dunk’ della seconda regata, ad esempio. Lavorando così, siamo riusciti ad anticipare e a bloccare le mosse di BMW ORACLE Racing.
 
James Spithill è al timone ma lo skipper è Francesco de Angelis. Come funziona la combinazione?
James ha raggiunto il team quando Francesco ha deciso di lasciare il timone per focalizzarsi sul ruolo di skipper e leader. Essere timoniere richiede molta concentrazione. E poi ci sono diversi tipi di leader. Alcuni si fanno rispettare per il loro carisma, per quello che fanno, per i risultati, come James, come Francesco, e hanno l’ammirazione di tutto il team per la loro esperienza e per la visione globale della competizione. Questa combinazione per noi è grandiosa.
 
Il timoniere ha l’ultima parola su tutto? E durante le fasi ravvicinate della regata?
Ci sono tre momenti cruciali per un timoniere: la partenza, dove deve dimostrare la propria autorità per far fare alla barca esattamente ciò che vuole; trimmer, grinder ed equipaggio devono avere la giusta coordinazione, altrimenti il timoniere non può lavorare bene. Poi deve portare la barca alla boa di bolina il più velocemente possibile e questo è un lavoro che richiede concentrazione e abilità al timone. Quando le barche si ritrovano vicine, il tattico dice: “Voglio uscire da questa situazione per trovarmi lì e adesso tocca a te”. In quel momento devi ritornare pugile.
 
Qual è il tuo ruolo?
Prima delle regate, ci alleniamo con due barche e io sto al timone di ITA 86 per tenere il team titolare ‘caldo’ e per leggere le condizioni di vento sul campo di regata. Poi, guardo le regate e preparo un’analisi da dare all’equipaggio alla sera. Inoltre mi occupo dell’organizzazione dei meeting e aiuto nel decidere la strategia.
 
Che cosa c’è di italiano in Luna Rossa Challenge?
La bandiera e il cibo! Seriamente, si può sperimentare il lato esuberante del ‘vivere latino’ sia nella qualità dei rapporti umani, nel calore, nella spontaneità, sia nella capacità di dire sempre ciò che si pensa. Diciamo tutto, che sia positivo o negativo, senza restrizioni. “Presti” è un nome italiano. Mia madre ha origini latine e per questo vado d’accordo con loro.
 
E che cosa c’è di anglosassone in Luna Rossa Challenge?
E’ una grande macchina. All’inizio pensavo ‘è facile, le barche sono sempre pronte per andare fuori, ricevo sms sul cellulare per i meeting, tutti sanno quello che devono fare’. Ma poi ho scoperto che facile non lo è affatto e che per raggiungere questo livello di efficienza c’è stato e continua ad esserci un grande lavoro a monte.
 
Steve Erickson (americano, medaglia d’oro nell’84 nella classe Star) è il coordinatore sportivo e sfrutta al meglio le energie e le risorse di tutti.
 
Patrizio Bertelli ha detto al giornale francese Liberation: “Abbiamo brutti ricordi della nostra seconda sfida, perché c’era gente nel team che ha fatto di tutto per allontanarci dalla vittoria”. Hai avvertito questa sensazione quando hai raggiunto il team?
La scorsa edizione è stata uno sforzo immenso per cercare di coordinare e gestire 300 persone, specialmente nel design. Patrizio Bertelli ha fatto di tutto per tenere unito il ‘cuore’ del gruppo e poi è stato bravo ad assumere persone capaci di rilanciare il team, come James Spithill. Ci siamo subito messi al lavoro con ITA 74, una barca considerata lenta rispetto alle altre della sua generazione. Abbiamo fatto bene, siamo andati nella direzione giusta, almeno così sembra...
 
Ti senti a tuo agio da Luna Rossa?
Sì, sono cresciuto molto anche io, da quando sono entrato in questo team, grazie alle innumerevoli ore passate sull’acqua a fare test con due barche. Bertrand (Pacé, timoniere della barca ‘B’ per BMW ORACLE Racing) prova le stesse sensazioni da Oracle. È perfetto per uno sportivo: non sei mai solo, ma in mezzo a centinaia di persone che vogliono raggiungere il tuo stesso obiettivo.
 
Julia Huvé
 
 




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